Aforismi Basiliani


CANONI ERMETICI sullo spirito, l'anima e il corpo del Mondo Maggiore e Minore,

composti da HERMOPHILUS PHILOCHEMICUS  Ermete Trismegisto

Queste cose appaiono vere al sapiente: incredibili all'ignorante.

Marpurgo

Dall'officina di Wolgangus Kezelius

1608

Ermete Trismegisto meritò di essere chiamato Padre dei Filosofi per aver indagato il triplice regno Minerale, Vegetale e Animale; anzi per aver indagato la triplica sussistenza in un'unica essenza creata, in cui esplorò ogni virtù della Natura vegetale, animale e minerale.

La forza vegetante nella natura del Mercurio volatile, candido a guisa di neve, coagulato, non è comune; questo è in qualche modo lo Spirito sia del mondo maggiore che del minore, da cui dipendono la mobilità e la fluidità della stessa natura umana, secondo l'anima razionale.

La forza animante, d'altra parte, in quanto legame del mondo, è in mezzo tra lo Spirito ed il corpo e vincolo per entrambi. Si trova nello Zolfo di un certo olio rosso e trasparente, simile al Sole nel Mondo Maggiore ed è il cuore del Microcosmo.

La mineralità, infine, possiede un corpo quasi a guisa di Sale, di mirabile virtù e odore; quando il sale sarà stato separato dalle scorie della terra, non sarà dissimile dal Mercurio se non per lo spessore del corpo e la consistenza della terra.

Queste tre sussistenze in un'unica essenza creata, costituiscono il limbo del mondo maggiore e minore da cui fu creato il primo uomo, plasmato dalla polvere della terra. Qui accede, come Regina, l'anima razionale del Microcosmo, la quale è immortale, immediatamente insufflata da Dio nonché causa motrice e direttrice di queste tre e di tutte le funzioni nell'uomo.

In effetti, come dai quattro elementi, grazie alla polvere coagulata della terra, la forza e la vita dei nostri corpi traggono salute se lo spirito mercuriale, l'umido radicale, l'anima sulfurea e il caldo naturale - assieme alla consistenza del sale che preserva dalla putredine - si armonizzano in uno, così, viceversa, è necessario separare l'anima immortale dal corpo di polvere coagulata della terra, se sopraggiunge difetto in uno o più dei tre principi. Se la mancanza è totale, allora sopravviene la morte, se parziale, la malattia. L'anatomia consiste precipuamente nel vedere ciò che si trova nei sette membri Principali.

A questa triplice mancanza niente può ugualmente rimediare quanto quella massa del limbo, coagulata dai tre principi in uno solo, da cui fu animato il primo uomo, e che equivale alla potenza della natura ed alla forza che deve essere suscitata e alimentata, quando nel corpo astrale fisso sarà stata debitamente convertita.

Da ciò si comprende come il Balsamo del soggetto Ermetico, abbia una singolare armonia col corpo umano: perciò quell'Elvetico Monarca dei Fisici, Filippo di Hohenheim, ossia Paracelso, nel Libro sulla Pietra Fisica, detto anche Manuale, giustissimamente asserisce che il Microcosmo, situato nel limbo terrestre e formato dalla polvere della terra, non solo secondo un'opinione, ma veramente e propriamente, può essere condotto alla sanità e conservato radicalmente, grazie a questa Medicina, del pari che dal suo simile.

Invero, tanto più occorre fare attenzione, quanto più la medicina comune è debole nei confronti di quei tre principi del microcosmo e della loro armonia, che deve essere radicalmente preservata e mantenuta: è senza dubbio per caso che essa aiuta la nascita dei tre principi [dal momento che la sua forza è impiegata quasi tutta nei quattro umori].

Al contrario, la Medicina Minerale Chimica, estratta dai metalli e dai minerali, raramente è sia preparata che amministrata correttamente: per questo Paracelso, nel suo libro, preferisce la sua medicina ad ogni altra: egli non nega, tuttavia, che vi siano analogamente grandi Arcani nelle altre cose Minerali, ma di più lunga opera e lavoro, non facilmente conquistabili in modo corretto, soprattutto dagli inesperti: questi, imbattendosi in queste cose, procurano più danno di quanto possano giovare.

Cerchiamo dunque il Limbo nel Microcosmo in cui questo è situato; cerchiamo cioè quel viscido globo terrestre, coagulato dal Mercurio, dallo Zolfo e dal Sale: dal momento che questo certamente nasce da una certa sostanza umida, secondo Geber può ben essere definito viscosa umidità dell'umidità.

Infatti sebbene il Mondo abbia avuto origine dal Nulla, deve la sua origine all'Acqua, sulla quale aleggiava lo Spirito del Signore: da essa provengono tutte le cose sia Celesti che Terrestri. Così, a questo punto, il Limbo emerge da un'Acqua non volgare, e non dalla rugiada celeste o dall'Aere condensato nelle caverne della Terra o nel Recipiente stesso, né è attinto dall'abisso del Mare, dalle fonti, dai pozzi o dai fiumi: ma piuttosto da una certa Acqua che ha patito sofferenza, sotto gli occhi di ognuno, ma conosciuta da pochissimi, che ha in sé tutte le cose che le sono necessarie per il compimento di tutta l'opera, a prescindere da ogni moto esterno.

D'altra parte la Natura è quel certo spazio intermedio tra il Mondo Maggiore e Minore, che è reperibile ovunque e sia presso il povero che presso il ricco, come riferiscono tutti i Filosofi. Infatti essa fu gettata per le strade e calpestata, sebbene tuttavia sia fonte di mirabili operazioni. Ne consegue che dovranno essere reintegrati quei tre principi del nostro corpo che godono di diverse proprietà.

Questa materia dissolta nella sua propria Acqua [dall'Acqua scaturisce infatti ogni Generazione] è fatta ruotare attraverso i quattro Elementi, finché non si trasformi nella Natura Astrale fissa, nell'Uovo Fisico, così detto per il calore della Gallina che cova le uova all'infinito: diversamente perirebbe la speranza di ogni discendenza.

Così l'Uccello Ermetico una volta chiuso nella Gabbia, che è la Fornace, deve essere eccitato gradatamente dal calore continuato del nostro fuoco denso di vapori, finché non si schiuda e risani ognuno col suo parto.

Come d'altra parte nella preparazione dei tre Principi di quest'Acqua - che ha sofferto pazientemente - non aggiungiamo nulla alla Materia sostanziale, e niente sottraiamo alle tre proprietà sussistenti, ma rimuoviamo piuttosto dalla sola preparazione le cose superflue, cioè eterogenee, come la Terra inaridita e l'acqua insipida, così l'opera Ermetica viene intrapresa grazie alla congiunzione dei tre Principi preparati in una certa proporzione. Naturalmente, il peso del corpo corrisponde quasi alla sesquialtera parte dello Spirito e dell'Anima.

Dopo di ciò tutte le cose devono essere rette da un calore continuo, affinché la Natura, come Agente più profondo, non si arresti né patisca un eccesso. Al principio si faccia dunque un fuoco mite, inizialmente di quasi 4 gocce ovvero fili, finché la Materia annerisca. Poi aumenta fino ad arrivare quasi a 14 fili, finché la Materia si purifichi e l'Iride che appare finisca in colore Grigio. Quindi persevera fino a quasi 24 fili, fino alla perfetta Albedo, superiore alla Neve, fluente, fissa, che è la Luna del Microcosmo.

Perciò se vuoi procedere verso la perfetta Rubedo, continuerai il fuoco per 70 giorni, finché il Lapis si muti in Rubino trasparente, massiccio e pesante, che è proprio il Sole del Microcosmo, che deve essere aumentato nello stesso modo in cui fu incominciato. Un grano di questo equivale a seimila grani, per cui deve essere amministrato in dosi piccolissime.