Aforismi Emanuel Swedenborg


 

Il regno celeste viene definito nei Vangeli «dimora» di Dio, il regno spirituale invece «trono». In base alla sua natura divina/celeste, il Signore fu chiamato nel mondo «Gesù»; in base alla sua natura divina/spirituale fu chiamato «Cristo». (Cielo e Inferno)

La corrispondenza non si limita all’uomo, ma si estende ancora più lontano. C’è corrispondenza dei Cieli tra di loro: al terzo Cielo corrisponde il secondo; e al secondo corrisponde il primo; e quest’ultimo corrisponde alle forme corporali dell’uomo. Il Cielo termina nel corpo dell’uomo, che in un certo senso rappresenta la sua base. Ma di questo tratteremo più avanti. (Cielo e Inferno)

Quando il Signore appare in Cielo, cosa che capita sovente, non è visto circondato da sole, ma in forma angelica; si distingue dagli angeli per la divinità che brilla sul Suo volto. Egli non è lì di persona, perché il Signore in persona è sempre circonfuso di sole, ma è presente per l’Aspetto. Questa presenza è chiamata presenza della vista interiore, e se ne parlerà successivamente. Il Signore mi è apparso così fuori dal sole, in forma angelica, un po’ al di sotto del sole. Io l’ho visto da vicino in questa forma angelica, il volto risplendente; una volta l’ho visto anche in mezzo agli angeli, e brillava come la luce della fiamma. (Cielo e Inferno)

L’amore che procede dal Signore sotto forma di sole è sentito dagli angeli come calore, perché l’interiorità degli angeli è fatta d’amore e di conseguenza la loro esteriorità si riscalda. In Cielo, calore e amore si corrispondono perfettamente e ciascuno è nel calore in proporzione al suoamore. Il calore del mondo non entra affatto nei Cieli, essendo troppo grossolano, naturale e non spirituale. Diversamente avviene per gli uomini,perché essi sono sia nel mondo spirituale che nel mondo naturale. Il loro spirito si riscalda in base all’amore divino, ma il loro corpo si riscalda sia per il calore dello spirito che per quello del mondo. (Cielo e Inferno)

«Gli angeli hanno detto anche che membri della Chiesa che lasciano il mondo non possono essere accolti in Cielo se la loro mente è occupata dall'idea delle tre persone, perché il loro pensiero vaga da una persona all'altra e in Cielo non è concesso pensare a tre persone e nominarne una sola. In Cielo ognuno parla come pensa perché là la parola è un attributo del pensiero, o si può dire anche che è un pensiero parlante. Perciò coloro che nel mondo distinguono il divino in tre persone, avendo di ognuna di queste una diversa concezione, e non si concentrano su un solo Signore, non possono essere accolti in Cielo. In Cielo infatti avviene una comunicazione generale a livello di pensiero. Se quindi giunge in Cielo uno che pensa a tre persone e si rivolge a una soltanto, lo si riconoscerebbe immediatamente.» (Cielo e Inferno)

«Per prima cosa bisogna sapere chi è il Signore del Cielo, perché da questo dipende tutto il resto. In tutto il Cielo, al di fuori del Signore, nessuno viene riconosciuto Dio del Cielo. Si dice là, come Egli stesso ha insegnato, che Egli è uno col Padre, e chi vede Lui, vede il Padre; che il Padre è in Lui e Lui nel Padre; che tutto ciò che è santo proviene da Lui (Giovanni 10, 31, 38; 14, 10 segg.; 16, 13-15). Di questo io ho parlato spesso con gli angeli ed essi mi hanno detto con sicurezza che in Cielo non si può distinguere il divino in tre (persone), perché lì si sa e si sente che il divino è una sola cosa, e risiede nel Signore.» (Cielo e Inferno)

«Bisogna sapere che è l’angelo stesso a determinare la sua appartenenza a un Cielo o all’altro. Infatti essi abitano le regioni più interne del Cielo quanto più sono aperti nei confronti del Signore. Il Cielo quindi non è fuori, ma dentro ognuno di loro. Lo insegna anche il Signore quando dice: «Il regno di Dio non viene in maniera da attirar gli sguardi; né si dirà: Eccolo qui, o eccolo là; perché ecco, il regno di Dio è dentro di voi» (Luca 17, 20 segg.).» (Cielo e Inferno)

La coscienza è la presenza di Dio nell'uomo. (da Gli arcani celesti)

Tutti gli spostamenti nel mondo spirituale avvengono attraverso dei cambiamenti dello stato interiore, per cui gli spostamenti sono in realtà cambiamenti di stato. E in questo modo che sono stato condotto dal Signore nei Cieli e anche verso le terre che sono nell’universo. Questo è avvenuto nello spirito, mentre il corpo restava nello stesso luogo. Allo stesso modo si muovono gli angeli, per cui per loro non esistono distanze né spazi, ma solo stati e cambiamenti di stato. (Cielo e Inferno)

Soltanto coloro che sono nel vero che procede dal bene possono parlare con gli angeli del Cielo; e in particolare è concesso a coloro che riconoscono il Signore nella sua divina umanità. Possono parlare con gli angeli del Cielo soltanto coloro che sono aperti interiormente dalla divina verità; il che è possibile in quanto l’uomo è interiormente fatto a immagine del Cielo ed esteriormente a immagine del mondo. L’uomo esteriore è aperto alla divina verità che procede dal Signore. (Cielo e Inferno)