DELLA NATURA DELL'UOMO


 

L’uomo, qualsiasi uomo, trova composita natura in mutevole forma.

MATERIA:

«Perciò non diremo che la madre è il ricettacolo di ciò che è generato, visibile e in genere sensibile, sia terra o aria o fuoco o acqua, né altra cosa nata da queste o da cui queste siano nate. Ma non ci sbaglieremo dicendo che è una specie invisibile e amorfa, che tutto accoglie e che in qualche modo molto problematico, partecipa dell'intelligibile ed è molto difficile a comprendersi» (Platone Timeo, 51a)

Su questo piano l’involucro è di grossolana materia, essa è espressione della Natura. La Natura, intelligentemente e meccanicamente, plasma la materia per raccogliere in essa l’elemento vitale. Come ogni opera della Natura l’involucro è caduco e mutevole. Caduco in quanto destinato a perire (tutto ciò che ha nascita trova la morte), è mutevole in quanto la sua forma e la sua struttura sono soggetti al ciclo del divenire.  Compito dell’iniziato al Nostro Ordine è quello di avere cura del proprio corpo, senza indugiare negli eccessi, senza vincolarlo a dipendenza e temprandolo ad una sana attività fisica. E’ biasimevole osservare tanti presunti iniziati soffocare nel vizio della gola, essere prigionieri del bisogno, avvelenati alla mortifera pigrizia.

E’ mai possibile decantare di virtù e ardimenti spirituali quando non siamo in grado di rifuggire dai più semplici artifizi del piano materiale? E’ possibile pretendere di dominare gli elementi, quanti siamo noi stessi schiavi del grossolano? E’ possibile che nobile sostanza, sia raccolta in una forma soggetta all’incuria e al degrado per nostra stessa volontà?

La materia trova integrale radice e azione nel piano naturale.

ANIMA:

Per prima cosa l’anima, e anche la grafia della parola dovrebbe suggerirlo non è lo spirito, è legata all’individualità della persona. Le scuole filosofiche dell’antica Grecia forniscono accezioni diverse ad essa, così come le tradizioni esoteriche. Incidentalmente vorrei portare all’attenzione come la parola anima, che noi utilizziamo, la troviamo nella filosofia classica sia come ànemos («soffio», «vento») e sia come psyché. Nel primo caso abbiamo un’accezione squisitamente “vitale” il soffio che conferisce la vita alla materia prima inanimata e il soffio che abbandona la materia rendendola inanimata. Nel secondo caso (psyché) viene conferito un significato legato all’interiorità o individualità dell’uomo. Già qui abbiamo una scelta da fare, per dare senso al nostro comunicare. Dobbiamo a Socrate, che fu maestro di Platone, l’introduzione di questo concetto e va ricordato come egli non si pronunciasse affatto in merito alla morte o all’immortalità (cosa assai diversa da eternità) della medesima. Per Socrate tutti i mali dell’uomo debbono essere curati attraverso un’azione integrale sull’insieme delle componenti dell’uomo stesso e ciò include l’anima (psyché) e per coloro che conoscono l’opera di Steiner questo è un punto fondamentale. Platone sviluppa ulteriormente il concetto di “anima” (il significante da attribuire a questa parola) nel suo scritto il “Fredo”.

«Si raffiguri l'anima come la potenza d'insieme di una pariglia alata e di un auriga. Ora tutti i corsieri degli dèi e i loro aurighi sono buoni e di buona razza, ma quelli degli altri esseri sono un po' sì e un po' no. Innanzitutto, per noi uomini, l'auriga conduce la pariglia; poi dei due corsieri uno è nobile e buono, e di buona razza, mentre l'altro è tutto il contrario ed è di razza opposta. Di qui consegue che, nel nostro caso, il compito di tal guida è davvero difficile e penoso.» (Platone, Fedro, 246 a-b).

Abbiamo quindi una parte intellettiva, una nobile o spirituale e una passionale o concupiscente (logistikò/ /thymoeidès /epithymetikòn). Similare la posizione di Aristotele e la sua tripartizione in anima vegetativa (o fisiologica), in anima sensitiva (movimento e percezione) e anima intellettiva (o razionale).

Nel mito della creazione dell’anima nello gnosticismo storico (scuola barbelotiana) dove quest’ultima non rappresenta un soffio vitale (il quanto il simulacro di Adamo – adamo terrestre – già strisciava e quindi era dotato di quel soffio vitale che è discrimine fra la materia vivente e la materia inanimata), ma un’infusione da parte degli Arconti plasmata con i sette metalli (le sette passioni) atta ad inebriare lo Spirito– e il suo è un movimento che da vita al tempo e allo spazio – caduto su questo piano. Per alcune scuole, a noi più prossime negli anni, abbiamo come l’uomo possieda solamente un’anima lunare e che in forza del lavoro interiore – quando posto in essere, ovviamente – si trasforma in un corpo solare.

Ecco quindi riassumendo come l’anima trovi triplice composizione.

La prima si manifesta nelle passioni e delle emozioni esercitate dal mondo esterno attraverso i sensi e dalle istanze interiori frutto di ogni disarmonia, frustrazione e agito.

La seconda si manifesta nel nostro intelletto, nelle nostre qualità ed abilità percettive-cognitive.

La terza si manifesta nei nostri sentimenti, nell’afflato verso concetti superiori e trascendenti rispetto al piano materiale.

L’anima è elemento lunare, acqueo. Può essere plasmata e rettificata. L’anima trova radice e azione sia nel mondo naturale e sia nel piano preternaturale.  

SPIRITO:

E’ e non è. Lo Spirito non è il soffio vitale, il quale è qualità dell’anima nel suo complesso. Lo Spirito afferisce ad un piano extramondano e trova accoglimento nella sola forma umana. Ciò non deve far ritenere che il corpo e l’anima siano i contenitori dello Spirto, ma solamente che Esso si rende sensibile all’anima e l’anima è raccolta nel corpo. E’ la Thymoeidès che è beneficamente influenzata dallo Spirito, in quanto originariamente erano uniti in sizigia ierogamica. Attraverso questi benefici influssi, questa ambrosia, essa può innestare il processo trasmutativo della Epithymetikòn e rettificativo della Logistikò. Le quali sono intese non solo come componenti dell’anima, ma anche come entità dotate di volontà ed intelligenza proprie. Esiste uno Spirito Universale, il quale è l’aspetto dinamico dell’Essere, ed uno spirito particolare di ogni emanazione. A causa della caduta pneumatica il nostro spirito particolare è stato sottoposto ad un infinito tendere fra il mondo superiore e il mondo inferiore. Attraverso il matrimonio fra l’Anima, completamente ed integralmente trasmutata e rettificata, e lo Spirito l’Adamo potrà riconquistare l’accesso a quel regno imperituro da quale la prevaricazione lo fece bandire.

Lo Spirito trova radice ed azione integralmente piano soprannaturale.

 

 

SEZIONE "CULTO DIVINO"