STORIA DEL MARTINISMO

Fondamentalmente possiamo affermare che il martinismo è una libera associazione di uomini e donne che si riconoscono attorno ad un ideale di reintegrazione spirituale, e perseguono questo obiettivo tramite gli strumenti e gli insegnamenti propri della struttura in cui operano. Questo ideale, seppur in forme e contenuti peculiari, è presente in ogni tradizione e cultura iniziatica; ed assume nel martinismo veste simbolica, esoterica, ed operativa cristiana. In quanto il martinismo, come vedremo nel proseguimento della lettura, è Ordine Cristiano ed è quindi nei suoi simboli, narrazioni, miti, e corrente spirituale che trova impianto, fisionomia e linfa vitale la propria docetica e ritualità.

La struttura martinista, sia essa un Ordine, oppure il singolo Iniziatore, ha come finalità quella di trasmettere la forma e la sostanza della peculiare iniziazione martinista. La quale si sviluppa, a seguito di un rituale associativo, attraverso un duplice binario: la formazione filosofica ed operativa dell’iniziato alla via della reintegrazione.

L’accesso al martinismo avviene tramite una regolare e tradizionale iniziazione da parte di un Superiore Incognito Iniziatore. Essa si esprime tramite un’associazione solitaria o all’interno di una loggia, ma sempre rispettando la forma consona ai nostri riti e simboli. Nel martinismo non vi sono, o non vi dovrebbero essere, pregiudiziali legate al sesso, alla razza, all’orientamento politico, spirituale o religioso. Salvo ovviamente verificare, e tale gravoso compito dovrebbe essere svolto da colui che accoglie nella catena fraterna, oltreché dallo stesso postulante, che non vi siano degli elementi nella vita profana e spirituale dell’aspirante fratello divergenti o conflittuali con il desiderio di reintegrazione. Sarebbe quindi, visto il numero non esiguo di strutture martiniste, auspicabile che il bussante provvedesse a chiedere, semmai esiste, il manifesto della realtà di cui intende divenire parte integrante della catena. Tale consiglio è al fine di evitare tristi situazioni che inevitabilmente si verificheranno qualora qualità ed aspettative non trovino adeguata corrispondenza. Seppur è vero che l’Uomo di reale Desiderio procederà comunque lungo la via della reintegrazione, è altrettanto vero che non tutti i percorsi possono risultare congeniali a determinate caratteristiche, oppure essere necessari e reali viatici per la meta intravista.

Se quanto sopra è indicazione di massima di cos'è il martinismo, e di come accedervi, dobbiamo adesso interrogarci attorno ai Padri Fondatori, o Maestri Passati, di questo N:::V:::O:::

Essi sono sostanzialmente tre: Martinès de Pasqually, Louis Claude de Saint-Martin e Papus. Doveroso precisare che questi hanno contribuito in modo temporalmente e sostanzialmente difforme. Ai primi due dobbiamo il deposito spirituale che anima il martinismo, la reintegrazione dell'uomo, al terzo dobbiamo la forma strutturale che raccoglie oggi tale fluido sottile.

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