IL SILENZIO E' L'ASSOCIATO INCOGNITO
 Ermes S:::I:::I:::
 

 

Il cammino iniziatico comincia con passi leggeri. E' la leggerezza della inconsapevolezza,  è la leggerezza di chi si è svuotato ed è in attesa di essere riempito di nuove energie.

Il suo percorso lo porterà ad una crescita spirituale, che non avrà mai il peso della materia.

E' una crescita spirituale che prevede però  un'espansione.

E' da qui che comincia, da un vuoto interiore che è un vuoto cosmico. Lo stesso vuoto che c'è tra un pianeta, un mondo, un regno e un altro. E attraverso questo vuoto l'iniziato comincia a muovere i primi passi e ad essere partecipe e attivo a questo nulla cosmico nel quale regna il Silenzio.

E quando sentirà il Silenzio su di sé e dentro di sé saprà di essere nella giusta dimensione: quella dello Spirito.

Secondo i Grandi Misteri Eleuisini intorno al 650 a.C. sul finire del matriarcato, il Silenzio divenne legge perentoria e consentiva l'accesso a ogni regno ultraterreno.

Fin dal V secolo a.C. per la filosofia buddista  il Silenzio era la condizione necessaria per entrare nel Nirvana.

Nel mito gnostico della creazione il Pensiero (Ennoia) possiede anche l'accezione di Silenzio col nome di Sige.

 Inizia così, per gran parte delle antiche religioni, un collegamento tra quello che è il mondo spirituale e il mondo materiale. Mai l'opposto. E' la dimensione spirituale che si infonde in quello della materia. Non può esistere un collegamento istantaneo e meccanico tra il mondo materiale e quello spirituale.  E' una lenta evoluzione. All'inizio sarà lo Spirito a calarsi in un involucro grossolano di materia che andrà a rivestire lo Spirito. Una corazza biologica, uno scafandro in forma umana per accedere e muoversi nel mondo della Materia, come un astronauta che esce dalla navicella, microsurrogato mondano, e galleggia nel vuoto, o il palombaro che si cala negli abissi, zavorrato dal piombo.

Il corpo come corazza o scafandro è soltanto un mezzo: l'unico che ci consente di fare il nostro percorso nel mondo di Assiah, che non è il migliore dei mondi possibili. Tutt'altro. Le scorie della materia, del mondo profano, se aderissero allo Spirito renderebbero impossibile ogni forma di crescita spirituale.

Ecco perché il silenzio interiore si deve poi manifestare attraverso un silenzio umano, assoluto, di sensi e di desideri terreni, nei quali l'udito non può essere infastidito dai rumori della vita profana, e la nostra voce non può che esprimere meccanicamente ciò che di profano resta e sempre continuerà a restare in noi nel nostro corpo, nella nostra materia che, giorno dopo giorno, si consumerà per gli attriti di un mondo che tutto calpesta  rumorosamente.

 E' la certezza di essere emanati, come entità spirituali rivestiti di un corpo di materia grossolana, che ci fa capire l'utilità del percorso intrapreso, perché non possiamo pensare di cercare la nostra spiritualità immersi nella materia. Dobbiamo uscirne con la forza della nostra mente che è la manifestazione interiore della nostra parte divina. Lo possiamo fare soltanto se lo spirito predomina. E deve predominare, perché lo Spirito deve partire grande, importante, imponente. Solo così,  da subito, può prevalere proprio dal suo Silenzio che ne denota la sua infinita dimensione di assoluto vuoto materico, perché così è nella sua primigenia natura.

Ma è una natura delicata. Lo Spirito anche se rivestito di materia è comunque sempre fuori posto e mal sopporta quello che, dal corpo che lo riveste, finisce sempre per contagiarlo. Ecco perché il nostro corpo deve essere rispettato, perché quello abbiamo, e solo lui ci tiene al mondo. E, finché ci sarà, avremo la possibilità di superare le prove che ogni giorno tenteranno di sottometterci, di distrarci da quello che è il nostro compito: resistere e cercare  attraverso l'esercizio del culto divino.

Il silenzio dei boschi e delle montagne è l'eco edenico dell'infinita ed eterna armonia del Creatore e, solo chi cerca queste sensazioni, ha capito veramente che il corpo deve essere usato per ciò che è, nella sua temporanea dimensione e nelle sue limitate potenzialità, ma usato al meglio, rispettandolo comunque come uno straordinario dono che ci permette di esistere in una dimensione ostile regolata dal Tempo e dalle difficoltà che provengono da ciò che ci circonda.

Chi impara ad ascoltare i suoni e i silenzi della Natura impara a sentire i suoni del giardino dell'Eden. E' l'unico riverbero ultraterreno che possiamo permetterci. Non può essere un caso che proprio le creature che consentono la vita su questo pianeta siano le più primitive e le più silenziose: tutte le forme di vita vegetale.

 Guardando l'essere umano, scrive il Fr. Robert Ambelain nel suo libro “L'alchimia spirituale”:

Il Silenzio può essere di 2 specie:

1)             il silenzio della lingua, che consiste nell'astenersi dal parlare in altro modo che “per Dio” o “con Dio” o con “altri che Dio”, essendo queste condizioni solidali.

2)            il silenzio del cuore, consistente nel rigetto di ogni altro pensiero  relativo agli esseri ed alle cose create; il Silenzio solamente procura e conduce alla conoscenza di Dio.

 L'Associato Incognito, il Silenzio, lo deve cercare, deve sapere che c'è. E non significa, appunto, soltanto il non parlare, come comunemente si intende, ma il cercare la dimensione silenziosa che porta verso lo Spirito che lo accompagna e lo circonda come un'aurea.

 Chi ricerca il Silenzio si apre alla Conoscenza; quella che viene dalla dimensione mondana attraverso la riflessione sulle esperienze personali, sulle letture e sugli studi compiuti e l'apprendimento, attraverso la comunicazione orale diretta di maestri preparati al loro compito, tanto da essere in grado di fornire la corretta informazione e formazione di tipo iniziatico, e anche quella conoscenza che avviene nell'andare a visitare il proprio mondo interiore per trovare quella sapienza che è innata in noi e che appartiene alla nostra anima che, come diceva Platone, tutto conosce. Una conoscenza che abbiamo ma che non sappiamo di avere e che ci fornisce informazioni su noi stessi. Informazioni preziosissime affinché si possa effettivamente essere in grado di guidare noi stessi in una dimensione così difficile come quella mondana.

Il Silenzio è ciò che era prima del Verbo: la Sua eternità.

E come dal Silenzio proveniamo, al Silenzio torneremo e da quel Silenzio inizierà a farsi sentire l'armonia del Creato, espressione del Creatore nell'altra  Sua caratteristica più evidente: la Sua infinità.

L'associato incognito deve affrontare proprio questo e se ne deve appropriare.

Dalla eternità e dalla infinità il Silenzio, come assenza di suoni e di rumori umanamente percettibili, lasciando spazio all'armonia di quanto solo lo spirito può percepire.

Ma dal suo piccolo corpo umano di materia grossolana questa armonia si perde perché troppo grande per essere intesa.

Il Silenzio è un luogo dello Spirito nel quale l'Anima riposa. Raggiungere il Silenzio, quello interiore, significa anche riscoprire i nostri pensieri più veri, quelli profondi che si trovano nella parte più nascosta di noi e che dobbiamo avere il coraggio di cercare, di conoscere e di affrontare, liberandoli da ciò che li trattiene occultati nella profondità del nostro essere, perché poi sono loro che guidano la nostra esistenza e condizionano la nostra emotività e tutte le cose in cui crediamo.

Non per controllare le emozioni ma per lasciarle andare mondate e concentrarsi ad affinare la nostra sensibilità per elevare la nostra coscienza, tramite la conoscenza di noi stessi e di quanto ci circonda, riuscendo a percepire in questo modo la vera Bellezza come valore assoluto e cadere nella silenziosa dimensione della contemplazione.

Mentre il mondo profano è alla ricerca di più o meno frastornanti ed eclatanti emozioni, l'Associato Incognito deve cercare di affinare nell'intimo la propria sensibilità.

E per fare questa operazione spirituale non può essere disturbato.

La sua sensibilità non può essere inquinata.

Un intimo remoto come l'Eternità, infinitamente piccolo, ma sempre infinito, e meravigliosamente silenzioso perché dall'inizio si deve cominciare; e  il Silenzio che rappresenta il Nulla, ed è prima di ogni suono, è come l'Associato Incognito che, purificato, rappresenta il vuoto cosmico, Spirito antico più dell'Universo creato, pronto al suo lungo cammino dentro se stesso che dovrà avere, comunque, sempre passi leggeri e silenziosi.